Fondi pensione. La propaganda istituzionale

22 Gennaio 2014 :: Beppe Scienza :: Attualità

il Fatto Quotidiano 22-1-2014 pag. 14

Ministero o ufficio propaganda? Commissione di vigilanza o ufficio pubblicità? Capisco che sia difficile spingere gli italiani nella trappola della previdenza integrativa, ma certi comportamenti superano i limiti della decenza e forse anche del lecito.

Prendiamo la circolare del Ministero dell'istruzione n. 2566 del 25-11-2013, rivolta ai presidi e con oggetto "Fondo Espero - Campagna di comunicazione adesione Fondo". In pratica richiede collaborazione a un'attività commerciale dentro le scuole con "distribuzione di volantini, brochure ecc.; assemblee e riunioni a cura di rappresentanti sindacali" affinché questi possano svolgere il nuovo ruolo dei sindacalisti, quello di venditori di fondi pensione. Tutto ciò accompagnato da una serie di espressioni pubblicitarie: "gestione finanziaria professionale e garantita", "la previdenza complementare rappresenta una strada necessaria…" ecc.

Purtroppo le circolari ministeriali si allineano al comportamento, analogo e quindi ben più grave, da parte dell'organo di controllo. Già in occasione del semestre di silenzio-assenso la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) uscì con un confronto forzato per far apparire i fondi pensione vincenti sul TFR, quando l'indicazione del passato era semmai quella contraria. Da allora in poi si succedono senza sosta le prese di posizione a favore della previdenza integrativa, per una sua semi-obbligatorietà e contro il TFR lasciato in azienda. Ciò è inammissibile: un organo di vigilanza non ha compiti di propaganda e tanto meno di denigrazione. Infatti i veterinari provinciali certificano la carne in vendita, mica si scagliano contro la cucina e i ristoranti vegetariani.

In questa gara alle invasioni di campo non poteva mancare il Comune di Firenze, che (vedi circolare prot. 180440 del 26-11-2013) ha impiegato soldi destinati alla formazione e aggiornamento dei dipendenti per un'iniziativa sul fondo pensione Perseo finalizzata addirittura a "fornire informazioni sulle procedure da seguire per l'adesione". Assodato che il suo sindaco è Matteo Renzi, marca davvero male per l'Italia. Con lui premier, la faranno da padroni i venditori di fondi, polizze e gestioni.

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