Forex. Il pericoloso casinò dei tassi di cambio

2 Aprile 2014 :: Beppe Scienza :: In evidenza

il Fatto Quotidiano 2-4-2014 pag. 14

Questa volta non è una trappola architettata dalle banche o dai venditori porta a porta. L'insidia è on line ed è la possibilità di operare, ma è meglio dire di speculare tramite computer o smartphone sul mercato delle valute, il cosiddetto Forex. Un'attività che rientra a pieno titolo nel trading on line ed è, a ben vedere, più simile al poker on line che agli investimenti.

Diverse piattaforme - si chiamano così tali servizi su Internet - permettono infatti di cambiare una divisa in un'altra. Nel caso più semplice per esempio di comprare 138.000 dollari vendendo 100.000 euro. Così, se il dollaro sale dell'1% li rivendo a 101.000 euro e ne guadagno 1.000, cifre tonde. Cosa c'è allora che non va? Per cominciare si tratta quasi sempre di mercati non regolamentati, a differenza della borsa valori italiana o di New York, dell'EuroTlx ecc. Le transazioni avvengono Over the Counter (Otc) e ogni intermediario applica le condizioni che vuole, anche in maniera poco trasparente.

Poi tali piattaforme permettono di operare ad esempio su 100.000 euro con molti meno soldi, bastando una garanzia anche soli 500 euro. È quindi sufficiente una piccolissima variazione sfavorevole anche momentanea (-0,5%) per perdere tutto, cosa - secondo i maligni - con alcuni broker del Forex molto frequente.

Ma il vero problema è più profondo. Chi gioca i suoi risparmi sul Forex è vittima di una grave illusione. Quella che i cambi siano in qualche misura prevedibili; e in particolare di essere così bravo da prevederli meglio della media degli operatori anche professionali di tale mercato. Tale illusione è fomentata non solo dalla pubblicità delle diverse piattaforme del Forex, ma anche dai vari giornali economici (Sole 24 Ore, Milano Finanza ecc.) che continuamente scrivono per esempio che il dollaro è svalutato o viceversa, lo yen è sopravalutato o l'opposto ecc. Tutta aria fritta, cioè tutte indicazioni prive della pur minima utilità. È bene convincersi che i rapporti di cambio sono imprevedibili, salvo per i pochissimi che almeno su alcune valute possono formulare previsioni attendibili (Mario Draghi, Janet Yellen governatrice della Federal Reserve, Putin, Xi Jinping ecc.), ma di certo le tengono per sé.

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