Quei prestiti “etici” che possono nascondere cattive sorprese

8 Agosto 2016 :: Beppe Scienza :: Obbligazioni varie

Articolo sul Fatto Quotidiano dell'8-8-2016 a pag. 18

Finalmente una proposta onesta, per sentirsi anche a posto con la propria coscienza! Un programma di obbligazioni etiche. Così anch'io una volta tanto potrò scrivere un articolo senza cattiverie.

Proprio per questo non affronterò la problematica della finanza etica in generale, che ci condurrebbe al mondo opaco del risparmio gestito: subappalti a cascata nelle gestioni, società che campano rilasciando dubbie patenti di eticità ecc.

Parleremo invece di chi acquista direttamente titoli di emittenti che ritiene soddisfino sufficienti criteri di moralità ecc., senza affidare ad altri i propri risparmi. Così grazie al fai-da-te mantiene il controllo sui propri impieghi.

Ma dove trovare emissioni etiche? La Banca Internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (Birs), nota anche come Banca Mondiale o World Bank, ha una proposta che espone on line e pubblicizza sui giornali. È il programma Obbligazioni Sostenibili di titoli finalizzati al "finanziamento di progetti sostenibili sul piano ambientale, sociale ed economico, volti a ridurre povertà e disuguaglianza". Perfetto.

Le ultime due recenti emissioni sono le World Bank 2,5% 2021 CNY nella valuta della Cina comunista e le World Bank 5,8% 2021 INR in quella dell'India. Quotate alla Borsa Italiana, da 100 sono addirittura salite a 104,5 e rispettivamente 107,5. Tutto bene dunque? Mica tanto, perché nel sito www.obbligazionisostenobili.org scopriamo una grave scorrettezza. Il successo di tali titoli è infatti dovuto non tanto alla sostenibilità ambientale, sociale ecc. dei progetti finanziati, quanto piuttosto agli alti interessi. Un risparmiatore però si chiede se la valuta estera non scenderà tanto da rendere negativo il risultato finale in euro.

Al che la Banca Mondiale presenta on line per ogni titolo tre scenari: favorevole, intermedio e sfavorevole. Ma con una furbizia: per i casi sfavorevoli ipotizza una flessione della valuta contenuta nel 6-7%. Così i rendimenti finali in euro restano comunque positivi: 1,2% per l'una e 4,3% per l'altra. Invece è possibilissimo perderci di brutto. Chi può escludere da adesso al 2021 svalutazioni anche solo del 12% per la Cina o del 25% per l'India? Una guerra valutaria farebbe vedere i sorci verdi a chi ha investito in molte valute estere. I prestiti in questione saranno anche etici, ma sono pubblicizzati in modo disonesto.

Beppe Scienza

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