Pip, non fatevi allettare dal miraggio dei vantaggi fiscali e ricordatevi i costi

Articolo sul Fatto Quotidiano dell’11-12-2017 pag. 18

Fermarsi, se si è ancora in tempo. A fine anno molti si accingono a versare soldi in un qualche piano individuale previdenziale (pip) o fondo pensione soprattutto aperto. Li sollecitano banche, assicuratori e sedicenti consulenti finanziari. La cosa sembra convenire, in particolare per chi ha redditi alti. La pubblicità, ma anche gli articoli dettati dagli uffici stampa, sbandierano “un vantaggio fino a 2.200 euro” su poco più di 5 mila euro versati ecc. Falso, ma purtroppo convincente. Molti che ripetono tale storiella non sono disonesti, ma solo incompetenti.

Infatti la cifra in questione è tutt’al più la minore imposta dovuta per l’anno in corso e non il vantaggio (o svantaggio) dell’operazione nel suo complesso. Per valutare il quale occorre tener conto anche dei vincoli e degli oneri che si accolla chi aderisce alla previdenza integrativa. In particolare dell’obbligo a restarvi dentro per anni con costi vari e forti rischi di malversazioni, molto facili per la totale assenza di trasparenza di fondi e pip. Leggi tutto...

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