È un discorso che riguarda milioni di risparmiatori, ignari di trovarsi sul groppone strane assicurazioni, diffuse ormai in maniera epidemica. Andando a vedere cosa gli hanno venduto, scopriranno infatti di avere versato soldi in polizze denominate “a vita intera”, così chiamate perché durano finché uno le riscatta (o muore).
Per più lustri i fondi comuni d’investimento sono andati per la maggiore nell’ambito del risparmio gestito. Ma per i padroni del vapore hanno alcuni difetti: poco vincolanti, non abbastanza opachi, facilmente confrontabili. Così un piccolo genio del male ha avuto una trovata: ripescare una forma assicurativa trascurata, cioè appunto quella detta a vita intera, e trasformarla in un sostituto peggiorativo dei fondi comuni e delle gestioni in fondi. Peggiore per i clienti e quindi migliore per banche e promotori.
Si tratta di contratti dai contenuti assicurativi minimi, da perseguire semmai con altri strumenti. Per cominciare al risparmiatore i soldi vengono bloccati...