Compro oro: chi gli faceva concorrenza è stato sbaragliato dalla normativa

Articolo sul Fatto Quotidiano del 12-11-2018 pag. 18

È normalmente il bisogno a spingere le persone a privarsi di gioielli, vendendoli come rottame d’oro. Cioè per il valore del metallo prezioso in essi contenuto e non come monili veri e propri. Si rivolgono così ai famigerati compro oro e gli pare che questi si siano accordati per tenere bassi i prezzi, assicurandosi così alti margini di profitto. E dall’anno scorso la situazione è ulteriormente peggiorata, perché una nuova normativa ha di fatto sbaragliato chi gli faceva concorrenza.

Nei cosiddetti distretti orafi (Valenza, Vicenza, Arezzo e Napoli-Marcianise) vi sono infatti parecchi banchi metalli. Rivolti in primo luogo agli operatori professionali, potevano però comprare anche da privati. Si saltava così un’intermediazione e veniva meno ogni incertezza sull’effettiva percentuale di oro fino, che veniva determinata in misura esatta. Logico quindi che offrissero regolarmente di più. Alcuni pagavano l’oro anche al 95% del prezzo di mercato del momento. Ovvero provvigioni e spese di fatto a carico di chi vendeva oggetti preziosi si attestavano complessivamente sul 5%. Leggi tutto...

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