Il Mondo - TFR - Banca d'Italia

 
"Il Mondo chiude, i risparmiatori festeggiano"
 

Articoli su fondi e polizze scritti simili a spot pubblicitari, dannosi per gli investitori e utili solo ai venditori, agli sportelli bancari o porta a porta. Da una trentina d'anni questo era lo stile del settimanale il Mondo. Numerosi esempi nel mio post nel blog di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/2014/03/il_mondo_chiude_i_risparmiatori.html

Se chiudessero anche il Sole 24 Ore (nessuna speranza) e l'inserto CorrierEconomia del Corriere della Sera (qualche possibilità), in Italia il livello medio dal giornalismo economico migliorerebbe di molto.
 

"TFR sì, fondi pensione no"
 

Sul tema della previdenza integrativa segnalo:

1. L'intervento "La roulette dei fondi pensione": testo http://www.beppegrillo.it/2013/12/passaparola_la_roulette_dei_fondi_pensione_di_beppe_scienza.html o video su YouTube http://youtu.be/aUdt_v3zcrY

2. Il mio incontro col M5S della Camera dei Deputati il 15-1-2014: video http://youtu.be/TByMs4zQua8

3. L'articolo "TFR. Caro Landini, lasciaci l'investimento migliore" (il Fatto Quotidiano, 19-3-2014 p. 14). Il TFR è fra gli investimenti più sicuri che esistano; e non rende neppure poco. Sindacalisti, gestori ed economisti di regime si guardano però bene dal dirlo, dato e non concesso che abbiano davvero capito come funziona: http://www.ilrisparmiotradito.it/news/196/caro-landini-lasciaci-l-investimento-migliore
 

"Un regalo di 7,5 miliardi alle banche"
 

La riforma della Banca d'Italia è diventata legge il 29-1-2014. La stampa economica italiana, con l'eccezione de il Fatto Quotidiano e pochi altri, non ha perso l'occasione per apprezzamenti infondati, corredati di numerose falsità. In realtà tale riforma ha regalato al sistema bancario circa 7,5 miliardi di euro (2,5 a Intesa e 1,4 a Unicredit), stabilendo inoltre che...

1. La banca centrale diventi una public company (un'assurdità unica al mondo), ribaltando la legge del 2005 che opportunamente prevedeva che passasse allo Stato;
2. I suoi azionisti possano guadagnare anche sul signoraggio e magari decidere sull'oro da essa posseduto.

Al riguardo rinvio ai contributi di Fulvio Coltorti, da decenni studioso della materia. Già a capo dell'ufficio studi di Mediobanca, fu lui che per primo negli anni '80 svelò i nomi delle banche proprietarie della Banca d'Italia, che essa teneva ben nascosti (il colmo!). Si vedano, fra gli altri: http://www.linkiesta.it/bankitalia-privati e http://www.firstonline.info/a/2013/11/30/coltorti-che-pasticcio-la-riforma-di-bankitalia/7da48817-2cfa-49b2-be0d-b3e26de2d28f

Segnalo pure la nota di Daniela Venanzi (Dipartimento di Economia di Roma Tre) "La valutazione delle quote della Banca d'Italia: che cosa non torna?", molto stringente anche se inevitabilmente molto tecnica: http://dipeco.uniroma3.it/db/docs/valutazione_quote_BDI_venanzi%281%29.pdf

Saluti

Beppe Scienza

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