Far causa alle banche è facile. Vincerle molto meno

7 Settembre 2018 :: Beppe Scienza :: Attualità

Post nel blog del Fatto Quotidiano del 7-9-2018.

Guai a lasciarsi convincere a intentare una causa, che è già persa in partenza o ha probabilità infinitesimali di successo. Così uno si fa alleggerire il portafoglio dalle parcelle di avvocati e sedicenti esperti (consulenti tecnici ecc.) e, nei casi peggiori, colleziona anche condanne per lite temeraria.

Molti la fanno troppo facile, per esempio Martingale Risk Italia srl. Su Panorama, sul Sole 24 Ore ecc. è apparsa più volte la sua pubblicità con scritto in massima evidenza: “Hai perso i tuoi soldi investendo in titoli? Noi te li facciamo restituire”. Sarebbe meraviglioso! Per chi ha in portafoglio parecchi titoli, per un’opportuna diversificazione, è normale rimetterci su alcuni. Ora sono arrivati loro e sembrerebbe possibile recuperare le perdite. Comunque mica sempre imputabili a banche e sim!

Ma non è finita. È tutto un pullulare di sedicenti esperti di rapporti bancari, che fanno balenare facili indennizzi per danni subiti, veri o presunti. Sia ai privati che alle società. Sia nell’ambito degli investimenti che per mutui o altri finanziamenti. Vedi il caso di Sdl Centrostudi spa per i casi di supposta usura o anatocismo. Sulle sue disavventure giudiziarie ha riferito Luigi Franco sul Fatto Quotidiano, il 12 giugno 2018, segnalando anche l’interessante sito www.deborahbetti.it.

Alcuni sono stati trascinati a intentare cause, alla fine tutte perse, addirittura per buoni fruttiferi postali regolarmente rimborsati. E che peraltro avevano reso tantissimo. Così hanno dovuto pagare anche le spese legali della controparte: Poste o Cassa Depositi e Prestiti.

Normalmente la pubblicità non rimanda direttamente a studi legali, benché la via per ottenere indennizzi sia poi sostanzialmente quella giudiziaria. Sembra un’accortezza per evitare interventi da parte dei Consigli distrettuali di Disciplina degli avvocati

Certo che a volte qualcuno la spunta con le banche, ma che sia facile ottenere indennizzi è una sparata pubblicitaria. Riguardo a chi fa simili proposte, uno vorrebbe sapere quanti suoi clienti l’hanno spuntata. E quanti viceversa sono stati condannati dal tribunale per lite temeraria. Ma non c’è modo di saperlo da fonte neutra. Non ha nessun valore quanto riportato nella pubblicità.

Inoltre un avvocato o ditta di consulenza può avere molti clienti, anche se perde nove cause su dieci, ma sa sbandierare sulla stampa la sola che ha vinto, grazie all’appoggio di giornalisti amici.

Che le banche si arricchiscano a danno dei clienti, sono il primo a dirlo. Ma di regola lo fanno rispettando le leggi e la normativa, che poi sono quelle che esse stesse hanno scritto e fatto votare da governi al loro servizio. E soprattutto non dimentichiamo che una sola cosa viene insegnata bene ai venditori di fondi, polizze ecc: fare apporre al cliente tutte le firme che servono a incastrarlo e a tutelare da rischi legali la banca o altra società, di cui piazzano i prodotti.

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