Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

Il Risparmio Tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

Il risparmio tradito ®

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«Coronavirus, andiamoci piano col parlare di crescita esponenziale dei contagi» post del 27-10-2020 nel blog del Fatto Quotidiano. Ma io non sono affatto un riduzionista: è solo un discorso di metodo. Ancora peggio però, quando i riferimenti impropri al meccanismo esponenziale rispondono a fini truffaldini, come nel risparmio gestito. Vedi articolo: Investimenti, il rendimento composto e la matematica dell'imbroglio

Ecco le trappole. Parola di matematico

Pubblicato giovedì 19 febbraio 2009

Intervista di PierEmilio Gadda a Beppe Scienza su OF-Osservatore Finanziario del 19-2-2009.

Chi sono i "risparmiatori traditi"?

Quali sono i prodotti d’investimento più sicuri?

È meglio puntare su buoni fruttiferi, Bot o Pronti Contro Termine?

In questa intervista, Beppe Scienza, docente di Metodi e modelli per la pianificazione economica presso l’Università degli Studi di Torino, punta il dito contro i prodotti più rischiosi, e parla di fondi comuni, depositi, e obbligazioni Lehman...

Of: Prof. Scienza, è uscita la nuova edizione de “Il risparmio tradito”, con la guida “Come salvare i propri soldi” (vedi indice generale qui). Chi sono i risparmiatori traditi?

I clienti del risparmio gestito e i poveracci che hanno trasferito il loro TFR nella previdenza integrativa. Solo in seconda istanza gli obbligazionisti per esempio della Lehman Brothers.

Of: Molti analisti si giustificano dicendo che era impossibile prevedere il fallimento della grande banca d’affari…

Ma non si potevano ignorare i rischi. Già a fine 2003, nella prima edizione del mio libro “Fondi, polizze e Parmalat. Chi è peggio?”, confrontavo due prestiti indicizzati all’inflazione, uno della Francia e uno della Lehman Brothers…

Of: Non mi dica che lei aveva previsto…

Certo che non l’avevo previsto, però scrivevo e riportavo nel mio sito: “Badare al rating dello Stato francese è superfluo: alla scadenza la Francia esisterà e pagherà puntualmente i suoi debiti. Che i fratelli Lehman nel 2013 esisteranno ancora, come società, è invece incerto”…

Of: I fatti le hanno dato ragione…

Onestamente avrei potuto citare anche Merrill Lynch, per esempio. Il mio era un discorso sul rischio: io sono un matematico finanziario, non un aruspice o un chiaroveggente.

Of: Resta il fatto che…

Chi aveva senso critico, già allora si rendeva conto dell’inaffidabilità del rating, tanto apprezzato da molti gestori, venditori e pretesi esperti…

Of: Ma cosa devono fare i risparmiatori adesso? Molti si stanno buttando sui prodotti di liquidità: conti e certificati di deposito, pronti contro termine…

Distinguiamo. Una cosa sono i depositi a vista, come conti correnti e libretti di risparmio…

Of: Un’altra gli investimenti a scadenza, come i certificati di deposito o i pronti contro termine…

Soltanto i primi sono a tutti gli effetti prodotti liquidi, cioè immediatamente convertibili in denaro contante.

Of: Cosa consiglia a chi vuole mettere a frutto i propri risparmi senza correre rischi?

Depositi postali e bancari sono certamente i più sicuri…

Of: Per quale motivo?

Quelli postali, perché garantiti dallo Stato. Quelli bancari perché esistono due fondi di tutela che coprono fino a circa 103 mila euro a testa per ogni depositante e per ogni singola banca. Un fondo per le banche ordinarie e uno per le banche di credito cooperativo (BCC). Ma la vera garanzia è di natura politica…

Of: Politica in che senso?

Nel senso che esiste una volontà ferrea dei governi europei, e non solo, di non lasciar fallire nessuna banca. Si vuole evitare la corsa agli sportelli.

Of: Poi ci sono i pronti contro termine…

Che sono illiquidi e non coperti da nessun fondo di tutela.

Of: Infatti si dice che siano prodotti, almeno in linea teorica, più rischiosi. È così?

Il crac di una banca italiana resta un rischio molto remoto. Comunque i pronti contro termine sono un prodotto bizzarro, diffuso per ragioni di elusione fiscale …

Of: Perché?

Tutto il marchingegno serve soprattutto a limitare il prelievo sugli interessi al 12,5%, aggirando l’imposte del 27% sui depositi vincolati.

Of: Quindi i pct sono più convenienti, da questo punto di vista…

Resta il fatto che i pronti contro termine rendono meno di molti conti di deposito anche al netto delle imposte. Personalmente non ne ho mai stipulati: non mi piacciono gli strumenti illiquidi, anche se sono brevi, perché ti bloccano fino alla scadenza.

Of: E chi ha sottoscritto delle quote di fondi comuni, cosa deve fare? Riscattarli e spostarsi sulla liquidità?

Io suggerisco di disinvestire da qualunque genere di fondo comune o gestione in fondi.

Of: Per quale motivo?

I fondi comuni d’investimento non sono trasparenti.

Of: Eppure c’è chi dice che, all’interno del risparmio gestito, siano i prodotti più trasparenti…

È una frottola. Non basta pubblicare tutti i giorni il valore della quota. E ci mancherebbe altro! Trasparenza significa permettere al risparmiatore di conoscere tutte le compravendite.

Of: Ci sono alcuni fondi d’investimento etici che, a dire il vero, pubblicano l’elenco dei titoli in portafoglio…

Ma solo quello, non quali e quanti titoli sono stati comprati, quando e a che prezzo.

Of: Ma esistono prodotti d’investimento più trasparenti?

Con le gestioni patrimoniali in titoli si riceve questo tipo di informazioni. Ma adesso se ne fanno poche…

Of: Perché?

Sia per comodità, sia per evitare le cause che i clienti intentavano, quando scoprivano irregolarità nelle operazioni. Coi fondi comuni e coi fondi pensione le malversazioni non si possono scoprire.

Of: Insomma, in questo momento i prodotti di liquidità rappresentano un’opportunità…

Se l’obiettivo è un investimento senza rischi di perdita in termini nominali, allora vanno bene solo i depositi a vista e i buoni fruttiferi postali. Poi ci sono naturalmente i Bot, ma rivendendoli dopo pochi giorni ci si rimette per le commissioni…

Of: Ma rendono anche poco: i titoli trimestrali ormai danno l’1,206% lordo…

Se i tassi sono bassi, anche i rendimenti dei Bot sono bassi: c’è poco da fare…

Of: Si possono fare previsioni? Quando si riprenderanno i mercati?

Come le ho già detto, sono un matematico finanziario e non negromante…

Of: Il futuro è incerto…

Sì, ma guardi…il futuro è sempre incerto…

Of: Magari oggi lo è anche di più…

Non credo. La sola differenza è che oggi più persone ne sono consapevoli. Questo è un bene.


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Sindacati, gestori ed economisti di regime preferiscono sgolarsi per denigrare il TFR, onde intrappolare più lavoratori possibile nella previdenza integrativa, traendone indebiti vantaggi.

Molti giornali hanno scritto "Fondi pensione battono 7 a 1 il TFR". E' falso, ma è l'organo di vigilanza stesso (Covip) che abbellisce i risultati, persino in Parlamento"

I nuovi buoni fruttiferi postali a tre anni rendono a scadenza lo 0,70% annuo lordo. Non è male e sono più sicuri dei titoli di stato.

Può stupire, ma fu del tutto regolare la riduzione degli interessi del 1986 per i buoni fruttiferi postali in circolazione. Purtroppo molti risparmiatori sono stati trascinati in cause perse in partenza.

“Una decisione politica”, “una porcheria” e peggio: sono i giudizi apparsi in Rete sulla recente sentenza della Cassazione sui buoni fruttiferi postali. Niente di tutto questo. Al contrario: una sentenza giusta e, in quanto tale, prevedibile.

I fondi comuni sono prodotti poco trasparenti e conti alla mano hanno reso meno dei titoli di Stato. Ecco perché è meglio evitarli!

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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».