Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

Il Risparmio Tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

Il risparmio tradito ®

La storia insegna, la batosta della previdenza integrativa

Pubblicato mercoledì 30 aprile 2014

il Fatto Quotidiano 30-4-2014 pag. 12

CATTIVI CONSIGLI - Negli anni '60 artigiani e commercianti persero il 70% del valore

La storia insegna. Come andò a finire a chi versò soldi per una pensione integrativa già negli anni Sessanta? Il termine non era ancora diffuso, ma le assicurazioni a tale fine c'erano già, sottoscritte soprattutto da commercianti e artigiani. Fu una batosta tremenda, con perdite reali anche del 60-70%. In potere d'acquisto due terzi dei soldi affidati alle compagnie d'assicurazione andarono in fumo, malgrado il rispetto delle clausole contrattuali. Il pericolo era ed è insito proprio nella struttura dei prodotti previdenziali, di allora come di adesso.

Per i risparmi come per la previdenza integrativa, le peggiori batoste subite dagli italiani non sono infatti dipese da fallimenti o default. Ma da periodi di alta e altissima inflazione, verificatisi tre volte nel secolo scorso. A cavallo della prima Guerra Mondiale (potere d'acquisto della moneta: -70% negli anni 1915-20), della seconda (-98% negli anni 1938-48) e a seguito delle due crisi petrolifere (-84% negli anni 1973-85).

Ragionando sui circa 40 anni di una vita lavorativa, dall'inizio del Ventesimo Secolo sino a oggi si riscontra sempre un periodo di inflazione devastante, per l'economia ma soprattutto per i risparmi, anche previdenziali.

Ora l'inflazione non fa paura. Anzi, preoccupa un'eventuale lunga deflazione, ovvero discesa dei prezzi al consumo. Non direttamente per i risparmi, bensì per l'economia nel suo complesso. Di per sé la deflazione, fenomeno che l'Italia sperimentò soprattutto negli anni Trenta, conduce a rendimenti reali superiori a quelli nominali. Cresce persino il potere d'acquisto dei soldi tenuti in contanti!

Però a lungo termine il rischio inflazione rimane, anche se alla lira è subentrato l'euro. Nei decenni molte cose possono cambiare pure nella cosiddetta Eurotorre, la sede della Banca Centrale Europea (BCE), ora per altro propensa a un aumento dell'inflazione.

Ma la prova provata che tutti i prodotti previdenziali sono rischiosi in termini reali arriva proprio dalle stesse assicurazioni, banche e fondi pensione ecc. Perché infatti non garantiscono mai a medio-lungo termine il potere d'acquisto dei soldi affidatigli? La risposta è semplice e preoccupante: perché sanno benissimo che il rischio è alto. Per questo non lo coprono. Fra gli investimenti previdenziali solo il TFR copre in maniera egregia, anche se non assoluta, tale rischio.


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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».