Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

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Capire o inveire? Forse i tedeschi non hanno tutti i torti:
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post di Beppe Scienza del 1-4-2020 nel blog del Fatto Quotidiano.

Solo sulla carta i prezzi per i bond Alitalia

Pubblicato mercoledì 24 dicembre 2008

Articolo su Libero Mercato del 24-12-2008 (pp. 1 e 4)

Le quotazioni dell'euromercato non sono monetizzabili. Diffidare da chi propone scorciatoie al piano del commissario.

In Borsa le obbligazioni Alitalia 7,5% 2010 sono sospese dal 3 giugno 2008. Così a qualcuno è venuto in mente di provare un'altra strada per riuscire a venderle, sapendo che alcuni titoli quotati a Piazza Affari sono scambiati anche sull'euromercato. È andato dunque sulla banca dati Bloomberg e il suo spirito d'iniziativa è stato premiato. Ecco infatti come appariva il cosiddetto book della Alitalia a inizio settimana.

Obbligazioni Alitalia 7,5% 2010
abbr. intermediario denaro lettera
EXA Exane Paris 41.640 43.140
MLCB Merrill Lynch CB 45.000 50.000
CG Citigroup 49.500 54.500
NMDP Nomura International 50.000 60.000
KNG Kng Securities 45.000 55.000
Dati dalla relativa pagina ALLQ (All Quotations) di Bloomberg in data 22-12-2008


Dunque all'occorrenza si potranno liquidare senza aspettare la liquidazione delle attività della compagnia aerea. Per giunta i prezzi non sono neppure stracciatissimi: vedi i 50 € di Nomura rispetto all'ultima quotazione di 65 €. Né di per sé insospettiscono le discrepanze fra i vari operatori. Alquanto comuni anche per altri titoli, sono dovute in genere a ritardi nell'aggiornamento dei prezzi. Per di più anche per le Alitalia si notano variazioni dei denari e delle lettere più volte nell'arco della giornata. Dunque non si tratta di vecchi prezzi dimenticati, visto che qualcuno si prende la briga di aggiornarli più volte al giorno. Anche il cosiddetto spread fra denaro e lettera risulta in un caso alquanto contenuto. In effetti non compaiono quantitativi in acquisto o vendita, come però anche per altri titoli di non largo mercato, soprattutto in questi tempi. In tali casi, per passare dalla teoria alla pratica, la banca o la sim chiede un concreto prezzo d'acquisto (un denaro operativo, come si suole dire) agli intermediari presenti in pagina. E così arriva la doccia fredda. Infatti la risposta è sempre che nessuno di loro compera “a nessun prezzo”. Come dire? È tutto finto.

Due spiegazioni e due conclusioni. Ma perché allora Exane, Merrill Lynch, Citigroupo, Kng Securities e Nomura mettono in pagina quei prezzi su Bloomberg e li aggiornano in continuazione? La prima spiegazione che viene in mente è che ci sia dietro un qualche imbroglio. Il mondo della finanza è infatti infestato da farabutti più che un cane randagio dai pidocchi. Non è necessario essere paranoici per sospettare che tali prezzi servano ad esempio da riferimento (fittizio) per girare titoli da un conto a un altro. Ciò potrebbe avvenire in particolare a danno di clienti del risparmio gestito, notoriamente il regno delle malversazioni. In effetti altri danno una spiegazione diversa, meno dietrologica. Quei prezzi verrebbero aggiornati da un qualche meccanismo automatico, in funzione di variabili quali i tassi d'interesse ecc., senza nessun intento doloso. In ogni caso la faccenda è strana e porta comunque a due conclusioni. La prima, d'interesse generale, è che abbiamo un'ulteriore conferma della scarsa trasparenza dell'euromercato e dei gravi limiti di significatività dei suoi prezzi, per altro largamente usati per le valorizzazioni di fondi comuni e gestioni. La seconda, più specifica, è che malgrado le apparenze esso non offre nessuna soluzione per liquidare le obbligazioni Alitalia. Chi ne ha, pazienti e attenda almeno le prossime mosse del commissario Augusto Fantozzi. Magari però nel frattempo non peggiori la situazione.

Regali agli avvocati. Una cosa infatti deve evitare: buttare via soldi intentando cause inutili. Ci riferiamo in particolare alle sollecitazioni di Domenico Bacci, segretario nazionale di un sedicente Sindacato italiano per la tutela dell'investimento (Siti), che sicuramente non è un sindacato, forse è una associazione di consumatori, forse altro. Riguardo alle Alitalia egli ha affermato in un'intervista a Libero Mercato (25-11-2008, p. 7) che “solo chi agisce per ottenere una sentenza potrà ottenere il risarcimento [...] o in subordine partecipare alla distribuzione dei fondi che arriveranno dai conti dormienti”. Addirittura alludendo al fatto che anche la tempestività della domanda diventa fondamentale. Ovviamente non stupisce che gli avvocati aderenti o collegati al Siti cerchino clienti. Sarebbe più carino se lo facessero in altri modi. Al riguardo è infatti bene mettere i puntini sulle i. È vero che il decreto-legge 28-8-2008 n. 134 prevede che “al fine della tutela del risparmio i piccoli azionisti ovvero obbligazionisti di Alitalia s.p.a. [...] sono ammessi ai benefici di cui all'articolo 1, comma 343, della legge 23 dicembre 2005, n. 266” ovvero al cosiddetto fondo alimentato dai conti dormienti e che “con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sono stabilite le condizioni e le altre modalità di attuazione”. Ma da nessuna parte risulta che ai singoli obbligazioni e azionisti dell'Alitalia si richiederà, per essere indennizzati, di avere intentato una causa (contro chi poi?) e men che mai di averla iniziata presto! Il fine della disposizione citata è appunto tutelare il risparmio, non intasare i tribunali con qualcosa come 30 mila cause inutili. Anzi, 30 mila cause dannose ai loro attori, perché ovviamente il cosiddetto fondo dei conti dormienti non rimborserà anche le notule dei legali. Perciò gli obbligazionisti e azionisti di Alitalia, che contano sull'intervento di tale fondo, faranno bene a non seguire il “consiglio” del Siti, a meno che provino gusto a regalare soldi a qualche avvocato.

Scarsa precisione. Sulle Alitalia si legge davvero un po' di tutto. Per esempio a pag. 4 di Italia Oggi del 4-12-2008 Paolo Silvestrelli sostiene che “gli obbligazionisti Alitalia, secondo il rispetto della procedura di liquidazione di creditori di una società in amministrazione straordinaria, dovrebbero percepire una minima parte dei loro soldi quantificabile in un 20% circa del prestito obbligazionario”. Avrebbe reso un migliore servizio ai lettori spiegando com'è arrivato a tale percentuale, che certo nel decreto di commissariamento dell'Alitalia non c'è. Da come si esprime sembrerebbe addirittura che essa discenda da una regola generale. Che sia riportata in un nuovo articolo, inserito di soppiatto nel codice civile o addirittura nella Costituzione Italiana?

Nessuna fretta. Alcuni obbligazionisti Alitalia sono temono di avere trascurato qualche atto a tutela dei loro diritti. Per fortuna non è così. La domanda di insinuazione al passivo è stata presentata dal loro rappresentante comune Gianfranco Graziadei il 12-11-2008. Lo stesso giorno il giudice incaricato del Tribunale di Roma ha reso noto che gli darà sufficiente tempo per presentare a loro volta la documentazione giustificativa dei loro diritti. In pratica per dimostrare che possedevano le obbligazioni alla data del 29-8-2008. Nel comunicato si parla esplicitamente di “un preavviso di almeno due-tre mesi e che sarà data comunicazione del provvedimento con forme idonee a garantirne un'ampia diffusione”. Insomma, quando si arriverà al dunque, non si procederà alla chetichella. In ogni caso il sito www.alitaliaamministrazionecontrollata.com consente di tenersi costantemente informati.


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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».