Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

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Il risparmio tradito ®

TFR. Quelli che hanno davvero paura: i fondi

Pubblicato mercoledì 15 ottobre 2014

il Fatto Quotidiano 15-10-2014 pag. 14

La baldanza di Matteo Renzi si è scontrata col Trattamento di fine rapporto, il buon vecchio TFR. L'opzione di anticiparlo subito in busta paga ha cozzato contro qualche difficoltà, ma soprattutto una.

Non è la questione fiscale, che ha scatenato critiche tanto accese quanto superficiali. Ora infatti, a parte i redditi minimi, il TFR gode di un'aliquota fiscale inferiore a quella che subirebbe, se aggiunto tout court al reddito dell'anno. Ma per evitare ciò, basterà un articolo di due righe nella promulganda legge o decreto legge.

Il governo potrà poi trovare soluzioni alternative, pienamente o abbastanza soddisfacenti, anche per le piccole-medie aziende, costrette ad anticipare il TFR e quindi a rinunciare a una forma di finanziamento così conveniente.

Il vero problema è un altro: l'anticipo del TFR entra in concorrenza con la previdenza integrativa. Se infatti viene concesso solo a chi lo ha in azienda o eventualmente rigirato all'Inps, la cosa verrà sentita come una grossa ingiustizia. Già uno è incastrato nei fondi pensione sino a 65 anni, e magari anche 70, e anche in tal caso verrebbe trattato peggio degli altri.

Il governo potrebbe quindi concedere l'incasso immediato del TFR, anche a quanti ne subiscono il trasferimento coatto nella previdenza integrativa. Ma ciò manderebbe in bestia quelle categorie cui essa frutta poltrone, prebende, provvigioni, consulenze, commesse ecc.

È vero infatti che negli ultimi anni i fondi pensione hanno reso più del TFR; e ci mancherebbe altro con l'impennata dei titoli a reddito fisso! Ma quest'ultima è conseguenza di un crollo irripetibile dei tassi d'interesse. Per cui presto si vedranno i comparti obbligazionari di fondi pensioni e simili rendere meno del TFR. Pesano poi i brutti ricordi di chi, per esempio nel 2008 o nel 2011, vedeva crollare il proprio fondo o pip e non poteva uscirne. Si aggiungono poi le esigenze personali di liquidità.

L'opzione per tutti del TFR in busta paga ridurrebbe dunque la torta che ora si spartiscono sindacalisti, funzionari di associazioni padronali, assicuratori, gestori, economisti legati al mondo finanziario-bancario ecc.

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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».