Tassi negativi. Effetti collaterali della BCE

19 Novembre 2014 :: Beppe Scienza :: Attualità

il Fatto Quotidiano 19-11-2014 pag. 14

Altro che preoccuparsi di stare sempre sul deposito col tasso migliore, come accadeva anni fa. Ora c'è da temere che gl'interessi negativi della Banca Centrale Europea (Bce) vengano ribaltati sul proprio conto. A rompere il tabù nell'eurozona è stata una piccola banca tedesca, dal buffo nome di Skatbank, che sarebbe come la banca della briscola o dello scopone. Ha sede infatti ad Altenburg, nota per la produzione di carte da gioco.

Il tasso negativo è lo 0,25% annuo, applicato da inizio novembre su quanto eccede i tre milioni di euro a testa, una giacenza infrequente anche in Germania. Il segno meno di fronte al tasso sui depositi fa scandalo, ma per un normale risparmiatore è meglio una banca così di certune in Italia. Se infatti va inaspettatamente in rosso, cioè in negativo sul conto, la banca della Turingia addebita il 6,75%.

Invece Intesa-Sanpaolo corrisponde praticamente zero sui normali conti correnti (per la precisione 0,01%), ma colpisce col 22,18% negativo gli scoperti di conto corrente sino a cinquemila euro. Che poi la normativa italiana salvi dal reato di usura tassi simili, si spiega solo con un parlamento e una banca centrale proni agli ordini dei banchieri.

Tornando ai tassi negativi, per la Germania non li esclude in linea generale la stessa associazione delle banche tedesche (Bankenverband). Diversa invece la situazione italiana. Il rendimento di un conto corrente può risultare negativo, anche con costi bancari nulli, per il bollo annuo di 34,2 euro sopra i 5 mila euro. Con una giacenza media sui 10 mila euro, ciò pesa quanto un tasso negativo dello 0,34%.

Per altro esistono ancora banche (Findomestic, Ifis, Ing Direct, Chebanca ecc.) che pagano interessi ovviamente bassi, ma non da presa in giro come lo 0,01% di Banca Intesa. Può trattarsi di conti deposito o di altre forme, vincolate o anche libere. La Posta offre addirittura l'1,75% su un libretto, battezzato Smart e garantito dallo Stato. Un'ulteriore smentita al luogo comune che a rendimenti maggiori corrispondano sempre e comunque rischi maggiori. La realtà finanziaria è più complessa di come presentata dalla squalificata iniziativa Patti Chiari delle banche italiane.

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