Il contributo che il datore di lavoro aggiunge a quanto versano i dipendenti nella previdenza integrativa, è servito da pretesto per attribuire alle associazioni padronali l’assurdo diritto di amministrare quei fondi pariteticamente coi sindacati.
Iscrivere un bambino in un fondo pensione o simile è una scelta costosa, rischiosa e senza trasparenza, come ogni euro messo nella previdenza complementare. E i soldi vi restano bloccati di regola per un tempo indefinito ma lunghissimo.
Chi compra un Etf passivo sa cosa c’è dentro. Con quelli attivi invece no, perché il gestore può metterci un titolo oppure un altro senza il suo consenso e a sua insaputa, come è normale coi fondi comuni. È meglio invece che il gestore abbia le mani legate.
Nel campo del risparmio e della previdenza le formule diverse da quelle tradizionali di regola sono state escogitate all’unico fine di portare via soldi ai clienti. Fra le novità rientrano certo anche i certificati (o certificates in inglese). Sono titoli complessi, Anche questi sono da rifiutare, con rare eccezioni, quando vengono proposti da banche o sedicenti consulenti.
In realtà i risparmiatori non corrono nessun pericolo che l’Ue o lo Stato italiano dirotti a suo piacimento soldi dai loro conti, in banca o alla Posta. Ma converrà stare molto guardinghi nei confronti delle iniziative che presto verranno prese.
Dalla polizza Fwu Life di un risparmiatore si scopre che il poveraccio in cinque anni ha versato 12.670 euro, di cui 11.730 euro se li sono spartiti la compagnia (9.370) e il venditore (2.360). Sono rimasti circa 950 euro. Quindi ora rischia di perdere solo una piccola frazione dei soldi incautamente investiti. Il grosso l’ha già perso, strangolato dalle clausole contrattuali.
Intervista su Open
Beppe Scienza, ombudsman dei risparmiatori italiani, critica i corsi degli istituti di credito: «Ci fanno apparire bisognosi di consigli per vendere le polizze»
Intervista su Open
Le polizze vita per i risparmiatori sono da evitare. Perché il loro nome infonde sicurezza anche se non ne hanno. E in questo colloquio con Open spiega perché non sono sicure come sembra.
polizze dette rivalutabili, vendute a tutto spiano con il supporto dal giornalismo italiano, sottolineando il vantaggio di una redditività abbastanza stabile, sul 2-3% annuo lordo
che però si traduce in una perdita reale in caso di elevata inflazione.
A chi ha Btp, Cct, azioni ecc. le banche cercano di appioppare un contratto di consulenza e alcuni addirittura minacciano di chiudere il conto a chi non obbedisce. Il fenomeno è generale, si va da grosse banche come Intesa-Sanpaolo a realtà minori come per esempio Banca Investis. Le tariffe sono pesanti, intorno all’1-1,5% annuo del patrimonio, nell’ordine quindi delle commissioni addebitate da molti fondi comuni.