Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

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«Btp Futura, parte l’emissione. Bel nome, poco rendimento e parecchio rischio»
mio post sui nuovi titoli del Tesoro con collocamento previsto dal 6 al 10 luglio 2020. Nel blog del Fatto Quotidiano.

Mutui: parola d'ordine, non fidarsi delle banche

Pubblicato martedì 10 luglio 2012
 
 
Vi spiego perché si parla di crollo dei mutui. Sono le banche a non concederne più.

Intervento nel blog di Cadoinpiedi.it

Anche oggi si parla del crollo dei mutui per la casa concessi dalle banche. E' da un po' di mesi che si rincorrono queste notizie di varie fonti. Il fenomeno esiste e dura da un po' di tempo. Per questo credo sia il caso di farsi qualche domanda.
Perché, dunque, sempre meno gente ottiene il mutuo per la casa? Il vero motivo non è certo perché la gente ha smesso di voler comprare la casa. Il motivo è semmai che le banche concedono con più difficoltà i mutui adesso rispetto a un anno fa e soprattutto rispetto a 5/6/10 anni fa. E allora chiediamoci perché le banche italiane concedono con molta più difficoltà i mutui a chi vuole comprarsi, in genere, la prima casa.
Per cominciare, alle banche non conviene di per sé prestare i soldi in questa maniera. Se una banca ha della liquidità, e la ottiene dalla Bce all'1 %, la cosa che le conviene di più è ricomprarsi le proprie obbligazioni. Indirettamente investe così senza difficoltà il 7/10% di tasso di interesse che sul mutuo sulla casa non ottiene. Poi alla banca italiana conviene comperare i titoli di stato italiani, perché così si aggrazia il governo, che sarà grato alle banche se le banche sostengono il debito pubblico italiano. E alla banca, ai dirigenti delle banche, conviene più tenersi buono il governo che i poveri, i piccoli risparmiatori zoppicanti.

Guardando a cosa succedeva 10/20 anni fa, ci accorgiamo che un mutuo veniva concesso in base al valore della casa. Negli 90 se la casa valeva 200 milioni di lire e chiedevi un mutuo di 150/160 ti veniva concesso facilmente. Il discorso della banca era semplice: male che vada abbiamo l'ipoteca sulla casa, vendiamo la casa all'asta e recuperiamo. Col tempo, però, le banche si sono accorte che questo sistema era scomodo e sconveniente. Così hanno incominciato a dare una notevole importanza al reddito. Uno non solo deve concedere un'ipoteca sulla casa con un congruo valore, ma deve anche avere un reddito per cui in linea di massima si può prevedere che non si arriverà alla brutta conseguenza di dovere aggredire la casa.

Ma recentemente le banche ne hanno aggiunta anche un'altra. Sei assunto a tempo indeterminato ma lavori per un'azienda che potrebbe chiudere? Non ti danno il mutuo. Sei una commessa in un grande magazzino, ma se quello chiude? Non te lo diamo! A questo punto si capisce perché i mutui sono scesi.

Ma parlando di mutui, io starei molto attento. Sono diversi i casi incresciosi accaduti negli ultimi tempi. Ad esempio: uno va in banca, firma un mucchio di documenti, la banca gli dice a voce che gli verrà concesso il mutuo e fissa un appuntamento dal notaio, dove arriva il venditore. Ma il giorno prima la banca gli telefona dicendogli che hanno deciso di non dargli il mutuo. Questo per dire: la banca della vostra parola non si fida, la banca non si fida mai di voi. E allora perché dovete essere voi a fidarvi della banca? Della banca non bisogna fidarsi. Non fidatevi di quello che viene detto a voce, che verrà il funzionario della banca a erogare il mutuo, Chiedete garanzie scritte e soprattutto non accettate di pagare le provvigioni alle agenzie immobiliari prima che venga erogato il mutuo.

Infine, un altro consiglio. Se uno ha dei risparmi (se è riuscito a mettere qualcosa da parte, o ha avuto una piccola eredità, una grande eredità) la cosa più logica è estinguere, anche solo in parte, il mutuo che si ha. Molta gente mi scrive delle mail, perché magari ha un mutuo che va avanti al 5% di tasso, ha dei risparmi ma è stata convinta a metterli in un fondo della banca, o ad aggiungerli al fondo pensione o a metterli in una polizza vita. La cosa più logica è che se uno ha un debito e ha una liquidità conviene ridurre il debito.




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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».