Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

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Torna l'investimento prudente del buon padre (o madre) di famiglia

Pubblicato lunedì 4 febbraio 2019

Articolo sul Fatto Quotidiano del 4-2-2019 pag. 22

Una ricaduta positiva della risalita dello spread? Difficile dirlo, perché spesso non è facile comprendere le scelte della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Fatto sta che dal 24 gennaio sono di nuovo disponibili buoni fruttiferi postali (Bfp) indicizzati all’inflazione, titoli emessi appunto dalla Cdp che le Poste si limitano a collocare, rimborsare ecc. Erano tre anni, precisamente dal 17-2-2016, che non venivano più offerti. Ed era un peccato, perché sono l’impiego più prudente dei risparmi per il proverbiale buon padre (o madre!) di famiglia.

Il primo motivo è il loro aggancio al costo della vita in Italia, che difende validamente il potere d’acquisto delle somme accantonate. Il secondo è la possibilità di disinvestire in qualunque momento senza ottenere mai meno della somma investita, al netto anche dell’imposta di bollo. Il terzo la duplice garanzia della Cdp e dello Stato.

Certo che non sono perfetti, ma come suol dirsi la perfezione non è di questo mondo. Come redditività non c’è da scialare: con appena lo 0,1% annuo più dell’inflazione la difesa dalla perdita di potere della moneta è buona, ma non totale. Alcune serie del 2011-2012, come la J19 o la J27, garantivano un rendimento netto superiore all’inflazione, per quanto alta. A proposito: fino a inizio 2016 i Bfp avevano nomi semplici, dopo invece sigle alquanto ostiche. La serie attuale in particolare è la IL110A190124.

Certo che uno può ottenere tassi reali più alti a scadenza e anche oltre un 1,5% annuo lordo oltre al carovita, comprando Btp Italia o Btp-i abbastanza lunghi, coi quali però potrà andare incontro a perdite anche sensibili, nel caso di una impellente necessità di smobilizzo e quotazioni crollate, magari per un’ulteriore risalita del famigerato spread.

Può darsi poi che in futuro le Poste offrano buoni fruttiferi indicizzati migliori. Ma questo non può preoccupare chi sottoscrive quelli in emissione, perché potrà sostituirli coi nuovi senza costi. Viceversa, essendo imperscrutabili i processi decisionali della Cdp, essa potrebbe parimenti sospenderne di punto in bianco l’emissione. Quindi, chi pensasse di sottoscriverne, magari non indugi troppo.

Nel complesso i Bfp indicizzati si possono considerare più sicuri di qualunque conto deposito, di qualsiasi polizza vita, di qualsivoglia fondo pensione. Per altro non si può escludere al 100% un’inflazione italiana bassissima per i prossimi dieci anni, ma io scrivo per chi, come me, non conosce il futuro. E vuole rischiare il meno possibile.

Beppe Scienza

Nota del 7 agosto 2019
Dal 5-8-2019 non sono più disponibili i buoni fruttiferi postali (Bfp) indicizzati all’inflazione. Si è chiusa così la finestra riaperta il 24-1-2019. A parte i Bfp già emessi per i quali non cambia nulla, i soli impieghi indicizzati all'inflazione italiana restano i Btp Italia; e il TFR!

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Può stupire, ma fu del tutto regolare la riduzione degli interessi del 1986 per i buoni fruttiferi postali in circolazione. Purtroppo molti risparmiatori sono stati trascinati in cause perse in partenza.

Dal 1998 la capillare rete degli uffici postali ha smesso di essere una parte dell'amministrazione statale che raccoglieva risparmi solo per la CDP diventando una società per azioni. Ora piazza investimenti di qualsiasi genere e i servizi postali sono peggiorati.

Azione patriottica o scelta ponderata? il BTP Italia ha certo alcuni pregi, ma non è certo privo di rischi, nell'autunno 2011 un titolo analogo scese quasi a 70 euro ogni 100 di valore nominale. Rendono meno, ma per coprirsi dal rischio meglio i buoni postali o i titoli di stato tedeschi.

Qualche riflessione sugli ultimi BTP Italia ottobre 2020. E una domanda: è diventato più tirchio il Tesoro o più generosa la Cassa Depositi e Prestiti, emittente dei Buoni fruttiferi postali?

I giornalisti di Plus24 del Sole 24 Ore, nella loro autostima infinita, si vantano di fare educazione finanziaria. Il termine corretto è diseducazione finanziaria. Vedere, esempio fra i tanti, la sequela di errori sui BFP

I nuovi buoni fruttiferi postali a tre anni rendono a scadenza lo 0,70% annuo lordo. Non è male e sono più sicuri dei titoli di stato.

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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».