Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

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Il risparmio tradito ®

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Un investimento forzoso, ma redditizio. I tassi sono scesi in generale, ma non per il TFR. Vedere «TFR contro tutti. Brilla per redditività rispetto a titoli di Stato, depositi bancari e fondi pensione» articolo sul Fatto Quotidiano in edicola lunedì 13-7-2020.

Un unico rischio per i buoni postali

Pubblicato giovedì 19 luglio 2012

intervento nel blog di Cadoinpiedi.it

I BFP sono, ad oggi, l'investimento più sicuro per gli italiani. Sicuramente non rendono granché, ma i risparmi non sono a rischio. A meno che l'Italia non vada in default.

Un tempo i risparmiatori erano alla ricerca di investimenti che rendessero tanto. Ma soprattutto dal luglio del 2011, quando cominciò il crollo dei titoli di stato italiani, il clima è cambiato. Ora la prima preoccupazione è evitare le perdite.
Molti ignorano che una delle migliori soluzioni a tale problema, con un unico limite, sono i buoni fruttiferi postali (BFP) indicizzati all'inflazione.

Ogni mese esce un'emissione diversa e i titoli offerti in questo mese di luglio 2012 (serie J26) sono particolarmente buoni. Soprattutto appaiono migliori dei BFP ordinari, cioè a tasso fisso, salvo un improbabile crollo dell'inflazione sotto lo 0,50% annuo medio. Per confronti e altre valutazioni numeriche è disponibile un file Excel.

È vero che i buoni postali rendono meno dei corrispondenti titoli del Tesoro. Ma in compenso nessun sottoscrittore di buoni fruttiferi ci ha mai rimesso in termini nominali in qualunque momento li abbia smobilizzati, a differenza che coi Btp-i o i tanto strombazzati Btp Italia. Né ci rimetterà in futuro, salvo l'insolvenza dell'emittente, argomento su cui torneremo fra poco. Chi poi si assicura un'emissione come la serie J26 non perderà nulla d'adesso alla scadenza neppure in potere d'acquisto e neanche con un'inflazione devastante, cioè nell'ordine del tipo 50% composto annuo.

I BFP si possono riscattare senza nessuna spesa in qualunque momento, anche il giorno in cui li avete sottoscritti. Sono come un conto corrente o conto deposito non vincolato. Si tratta cioè a tutti gli effetti di depositi a vista.
Non deve quindi far paura la durata decennale, che è un vincolo solo per l'emittente che non può rimborsarli prima, anche quando magari lo farebbe volentieri. Per approfondimenti si veda una mia pagina web al Dipartimento di matematica dell'università di Torino.

C'è una sola ombra in questo scenario così radioso: il rischio del cosiddetto default dello stato italiano. Esso resta improbabile, però certo ora il problema si pone più che in passato. Sarà magari discutibile, ma certo non assurdo l'abbassamento del rating dell'Italia da parte di Moody's . Comunque per due motivi i buoni postali sono semmai meno rischiosi dei titoli di stato veri e propri (Bot, Cct, Btp ecc.). Primo, per rimetterci bisogna arrivare all'insolvenza congiunta sia della Cassa Depositi e Prestiti (l'emittente) che dello Stato italiano (il garante). Secondo, in tale deprecata eventualità ci si può attendere una tutela per i piccoli risparmiatori, come c'è stato un trattamento di favore per il bollo sui titoli.

 


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I nuovi buoni fruttiferi postali a tre anni rendono a scadenza lo 0,70% annuo lordo. Non è male e sono più sicuri dei titoli di stato.

Può stupire, ma fu del tutto regolare la riduzione degli interessi del 1986 per i buoni fruttiferi postali in circolazione. Purtroppo molti risparmiatori sono stati trascinati in cause perse in partenza.

“Una decisione politica”, “una porcheria” e peggio: sono i giudizi apparsi in Rete sulla recente sentenza della Cassazione sui buoni fruttiferi postali. Niente di tutto questo. Al contrario: una sentenza giusta e, in quanto tale, prevedibile.

In questa intervista, Beppe Scienza, docente di Metodi e modelli per la pianificazione economica presso l’Università degli Studi di Torino, punta il dito contro i prodotti più rischiosi, e parla di fondi comuni, depositi, e obbligazioni Lehman

Il TFR è lo strumento più efficace contro l'inflazione. Il risparmiatore prudente fa bene a prendere in seria considerazione gli investimenti legati al costo della vita.

Tabella di confronto tra buoni fruttiferi indicizzati all'inflazione e ordinari.

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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».