Vessati dalle banche: è difficilissimo spuntarla. Ma c’è chi la fa troppo facile

6 Agosto 2018 :: Beppe Scienza :: Attualità

Articolo sul Fatto Quotidiano del 6-8-2018 pag. 18

Da alcune settimane appare su Panorama, sul Sole 24 Ore ecc. un’inserzione pubblicitaria con scritto in massima evidenza: “Hai perso i tuoi soldi investendo in titoli? Noi te li facciamo restituire”.

Questo è meraviglioso! Interessa anche a me. Avendo in portafoglio decine di titoli diversi, è logico che su alcuni abbia perso (sono mica onnisciente!). Ma ora è arrivata Martingale Risk Italia srl e così recupero tutte le perdite e conservo tutti i guadagni.

Peccato che non ci creda. Qualcuno però può essere abbastanza ingenuo e/o sufficientemente disperato per crederci. È vero che nel seguito la pubblicità fa riferimento a “se e quanto puoi recuperare” e che sarebbe da appurare cosa capita a chi si rivolge loro. Quanti hanno ottenuto indennizzi? Quanti sono stati condannati dal tribunale per lite temeraria? In ogni caso è ingannevole l’affermazione in tutte maiuscole “Noi te li facciamo restituire” rivolta in generale a chi “ha perso soldi in titoli”. Molti li hanno persi senza colpa della banca, sim o altro intermediario; e da loro non li recupereranno.

A leggere come la fanno facile, viene in mente DSL Centrostudi spa, concentrata sulle vertenze su usura e anatocismo. Sulle sue disavventure giudiziarie ha riferito Luigi Franco sul Fatto Quotidiano il 12-6-2018, segnalando anche l’interessante sito www.deborahbetti.it.

Da notare che nelle pubblicità di facili recuperi non compaiano mai studi legali, quando la via da adire per ottenere indennizzi è poi sostanzialmente quella giudiziaria. Sembra un’accortezza per evitare interventi da parte dei Consigli Distrettuali di Disciplina degli avvocati.

Certo che a volte qualcuno ci riesce, ma che sia facile ottenere indennizzi è una speranza ingenua o una sparata pubblicitaria. Né certo aiuta il fatto che un avvocato possa avere molti clienti, se perde nove cause su dieci, ma sa sbandierare sulla stampa la sola che ha vinto, in virtù dei rapporti che coltiva con giornalisti amici (o complici).

Che le banche si arricchiscano a danno dei clienti e in particolare dei risparmiatori, sono il primo a dirlo. Ma di regola lo fanno rispettando le leggi e la normativa, che poi sono quelle che esse stesse hanno scritto e fatto votare da governi al loro servizio. Così i venditori porta a porta, furbescamente ribattezzati in consulenti, in una sola cosa sono davvero bravi. Ovvero nell’ottenere tutte le firme che incastrano il cliente e tutelano dal rischio di cause la società di cui piazzano i prodotti.

Beppe Scienza

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