Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

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I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

Il risparmio tradito ®

Dopo Draghi. Le pericolose alternative ai Btp

Pubblicato mercoledì 28 gennaio 2015

Cosa conviene ai risparmiatori, ora che le banche centrali potranno comprare a man bassa titoli di stato? Sull'euro sono probabili tassi compressi ancora per un po' e comunque già ora i Btp triennali rendono lo 0,3%, tolte tutte le tasse italiane. Per altro senza inflazione anche un rendimento nullo non è una tragedia.

Molti ripetono che è possibile ottenere di più con le azioni o titoli in valuta. Sì, ma anche molto meno. Così, tanto per provare emozioni, uno potrebbe perdere magari il 30% con la Borsa o con le divise estere. Difficile che a un investitore prudente piacciano scommesse così rischiose.

Ragionando sul reddito fisso, meglio rendersi conto della fortissima asimmetria negli scenari ipotizzabili. Una variazione dei tassi d'interesse per esempio del 3-4% è possibile in su, ma non in giù, perché i rendimenti nominali non possono diventare negativi. Quindi le quotazioni di Btp o altri titoli lunghi possono crollare, ma non impennarsi com'è capitato negli ultimi anni. Morale: i titoli lunghi sono pericolosi.

Con tassi di mercato così striminziti, meglio evitare costi inutili, anzi dannosi. Alla larga dai fondi comuni obbligazionari, perché le commissioni di gestione ne abbattono i rendimenti attesi, portandoli anche sotto lo zero.

Incidono anche le commissioni di acquisto. Uno 0,5% per esempio divora facilmente gli interessi netti di sei mesi. Alternative senza costi di compravendita sono i conti deposito, i prodotti come il Libretto Smart e i buoni fruttiferi postali.

Ma soprattutto, per quanto si possa essere scettici, mica è sicuro che la Banca Centrale Europea fallisca il suo obiettivo! Magari le riesce davvero di far ripartire i prezzi, e forse anche più del voluto.

Per questo i titoli legati all'inflazione inglobano un'importante garanzia. Appunto quella di proteggere i risparmi da una sua (auspicata!) risalita. Restando nei confini nazionali, ci sono i Btp-i, i Btp Italia e i buoni fruttiferi postali reali. Per questi ultimi c'è la novità del programma denominato "risparmiodisicuro extra", che offre l'1,5% annuo più l'inflazione, il che attualmente è tanto, a patto di tenerseli per dieci anni. Appaiono quindi adatti a chi è giovane, meno a uno attempato come me.


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I nuovi buoni fruttiferi postali a tre anni rendono a scadenza lo 0,70% annuo lordo. Non è male e sono più sicuri dei titoli di stato.

Può stupire, ma fu del tutto regolare la riduzione degli interessi del 1986 per i buoni fruttiferi postali in circolazione. Purtroppo molti risparmiatori sono stati trascinati in cause perse in partenza.

“Una decisione politica”, “una porcheria” e peggio: sono i giudizi apparsi in Rete sulla recente sentenza della Cassazione sui buoni fruttiferi postali. Niente di tutto questo. Al contrario: una sentenza giusta e, in quanto tale, prevedibile.

Anticipazioni accattivanti, gran battage pubblicitario, eco plaudente della stampa ecc. ma poi una proposta decorosa, ma certo non entusiasmante. Personalmente io non sottoscriverò nessun Btp Futura.

In questa intervista, Beppe Scienza, docente di Metodi e modelli per la pianificazione economica presso l’Università degli Studi di Torino, punta il dito contro i prodotti più rischiosi, e parla di fondi comuni, depositi, e obbligazioni Lehman

Il TFR è lo strumento più efficace contro l'inflazione. Il risparmiatore prudente fa bene a prendere in seria considerazione gli investimenti legati al costo della vita.

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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».