Il risparmio tradito ® a cura di Beppe Scienza
I danni causati ai risparmiatori da fondi, gestioni e previdenza integrativa.

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Il risparmio tradito ®

Corsa ai titoli di stato, ma quali sono i rischi?

Pubblicato martedì 13 dicembre 2011
 
 

"L'ultima asta dei Bot non rappresenta un segnale positivo in assoluto, perché è vero che il Tesoro è riuscito a collocare i suoi titoli, ma pagando interessi vicini al 6%. Da una parte, quindi, è meglio come la Germania che qualche volta non li colloca tutti, ma paga l'1%.
Chi prende questi titoli, i bot, oppure i btp che sono più lunghi, anche escludendo il caso peggiore, cioè che lo Stato italiano sia insolvente (non paghi la scadenza, e vada in default) rischia comunque che la situazione peggiori, non è detto che non possa peggiorare. E' vero che questo governo è più apprezzato dal mondo finanziario rispetto al Governo Berlusconi, però un bot pagato 94/95 potrebbe anche andare tra un mese a 93. Un btp decennale può perdere anche il 10%. Un'alternativa, restando tra i titoli dello Stato italiano, sono i buoni fruttiferi postali, i quali non scendono mai di prezzo, non sono quotati ma l'emittente si impegna a ricomprarli in qualunque momento, anche il giorno dopo, al prezzo di emissione senza spese, senza commissioni."

Esiste anche una sola possibilità in cui i buoni fruttiferi postali possano andare male?

"Esiste, si verificherebbe nel caso in cui la situazione degenerasse e lo stato italiano finisse per essere insolvente. Questo però non può capitare nel giro di 10 giorni, ma tra qualche mese o anno, in una situazione generale di fallimenti di Stati, di fallimenti di banche. In questo caso è molto probabile che anche i buoni fruttiferi postali che sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti garantiti dallo Stato, subiscano un taglio. Bisogna sottolineare una cosa, che di rado viene detta: poiché i default, le insolvenze, i tradimenti degli Stati non sono eventi dovuti a forze della natura come l'alluvione a Genova, ma sono eventi in qualche maniera regolati da delle leggi, che in qualche maniera prevedono quello che uno otterrà o perderà, il piccolo investitore sarà in qualche maniera proporzionalmente più tutelato, più difeso di quello grande. Se uno ha 20 mila Euro, anche in caso di un fallimento dello Stato, otterrà quasi sicuramente di più in proporzione di chi ha 2 milioni di Euro, perché gli Stati in questi casi, si è visto in passato anche con l'Argentina, cercano di trattare un po' meno peggio il piccolo, per ovvi motivi sociali e politici."

Secondo molti il 2012 può essere l'anno della catastrofe finanziaria, anche lei è di questo avviso e se fosse così, a prescindere dai titoli di Stato, dai buoni fruttiferi, i conti correnti sarebbero a rischio?

"E' difficile dirlo, diciamo che è improbabile, anche il Presidente del Consiglio Mario Monti lo ritiene improbabile, però il futuro in qualche maniera è incerto, i conti correnti in linea di massima sono più tutelati degli investimenti anche a breve termine come i bot, o a lungo termine come i btp e i cct perché bloccare i conti correnti, vuole dire bloccare proprio il funzionamento stesso dell'economia, non si possono più pagare le bollette, i conti, non si può più pagare il negozio, l'imprenditore non può più pagare gli stipendi...Quindi i conti correnti in linea di massima vengono tutelati di più delle obbligazioni, questa è la volontà generale che è stata confermata anche dopo il crac della Lehman Brothers. E' un problema non solo finanziario, non è che soltanto alcuni perdono i soldi, come quando lo Stato dà un taglio ai suoi titoli, diventa proprio un blocco dei meccanismi, dei pagamenti, della vita pratica. Per cui, mentre l'insolvenza in qualche maniera tocca chi ha dei risparmi da parte, ma non tocca chi non ha dei risparmi da parte, uno continua a comprare, pagare, vendere, incassare lo stipendio e andare avanti, quindi una tutela maggiore per i conti correnti c'è comunque rispetto ai titoli del debito, le obbligazioni e i titoli di Stato."

Nei giorni scorsi Monti, ma anche il Ministro Fornero, hanno detto che la manovra è necessaria perché l'Italia ha rischiato nelle scorse settimane di non poter pagare pensioni e stipendi, se questo è vero cosa vuole dire? Che l'Italia a che punto è arrivata?

"Dubito molto che questo sia vero, non essere in grado di pagare le pensioni e gli stipendi mi sembra un po' azzardato, è una scelta politica quella tra pagare gli stipendi o pagare gli interessi. Semmai il problema degli stati è che a volte non possano pagare tutto quello che devono pagare, ma come prima cosa in genere pagano gli stipendi. Questa affermazione mi è sembrata veramente un po' un procurato allarme, la situazione è grave ma sinora non è emerso che non ci fossero i soldi per pagare gli stipendi di novembre, dicembre... questa mi è sembrata un po' una sparata."

È probabile allora che l'abbiano detto per in parte giustificare questa manovra che di equo ha poco...

"La stessa Grecia dice che riesce ancora per due mesi a pagare gli stipendi, o per un mese e mezzo e l'Italia invece non sarebbe riuscita, bah, mi sembra veramente un po' una sparata. Poi uno può dire: la situazione può peggiorare, degenerare e va bene, ma non mi pare che sia così imminente l'insolvenza, mi è sembrato un modo per spaventare la gente, far accettare acriticamente, il più acriticamente possibile misure su cui si può molto discutere."


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In quanto a previsioni su tassi d'interesse, cambi ecc. faccio mia la battuta di Karl Otto Pöhl, allora governatore della Banca Centrale Tedesca:

«Ich gebe keine Zins- oder Wechselkursprognosen ab, zumindest schon gar nicht für die Zukunft».